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THE UNKNØWN LANÐ~Quid Veritas Est?~
L'Astronomia![]() ![]() ![]() ![]() L'astronomia nel senso più lato del termine è la scienza che studia l'universo che ci circonda, i corpi che lo compongono e i fenomeni che in esso si verificano: viene suddivisa oggi in molte branche, a seconda del particolare aspetto astronomico che si considera o, spesso e a torto, delle tecniche impiegate per studiare il cosmo. La radioastronomia, ad esempio ha come caratteristica propria l'uso, nello studio dei corpi celesti, di strumenti atti a captare le onde radio piuttosto che quelle ottiche. Essa si distingue pertanto dall'astrofisica classica per il diverso dominio dello spettro elettromagnetico che viene analizzato, non per l'oggetto delle ricerche che è, in entrambi i casi, lo studio fisico di quella frazione di radiazione emessa da un corpo celeste in grado di raggiungere i nostri strumenti.
Fin dall'antichità la scienza astronomica presso molti popoli raggiunse in breve molti risultati tanto considerevoli che coloro che la praticavano vennero a occupare una posizione di prestigio agli occhi dei loro concittadini e fruirono spesso di particolari privilegi. Il motivo del ruolo primario che l'astronomia ebbe fin dal suo nascere, e in diversi ambiti di civiltà, è evidente: essa nella sua prima rudimentale struttura, forniva una spiegazione di fenomeni naturali strettamente connessi alla vita dell'uomo, quali il susseguirsi del giorno e della notte - di durata diversa lungo il corso dell'anno - e l'alternarsi delle stagioni, e dava la possibilità di stabilire un calendario che permettesse un computo di questi e degli altri avvenimenti ciclici che tanta importanza avevano nelle primitive strutture civili, basate essenzialmente sull'agricoltura (si pensi all'importanza delle previsioni delle piene del Nilo presso gli antichi Egizi).
E c'è un altro campo di applicazione immediata delle cognizioni astronomiche. La necessità di conoscere la posizione delle stelle sulla volta celeste e come tale posizione varia nel corso della notte e con il variare delle stagioni. Dalle cognizioni in materia dipendeva l'orientamento dei naviganti ed esse erano quindi fondamentali per tuti i popoli che si affacciavano sul mare.
D'altra parte a questi interessi pratici e immediati si accoppiava il timore suscitato dai grandi fenomni naturali che sfuggivano al controllo dell'uomo e il cui meccanismo non poteva essere compreso appieno. Ecco quindi che accanto all'astronomia si sviluppa, facendo spesso tutt'uno con questa fino all'era moderna, l'astrologia, cioè quella "scienza" fittizia e assurda che lega eventi e destini umani alle posizioni degli astri e che cerca quindi di prevedere gli avvenimenti sia del singolo sia della comunità dalle posizioni sulla volta celeste, riferite allo zodiaco, dei pianeti visibili a occhio nudo, della Luna e del Sole. Nonostante la mancanza di ogni fondamento scientifico, l'astronomi venne praticata da astronomi illustri: è sufficiente ricordare che lo stesso Keplero, pur non credendo ai suoi oroscopi, visse un paio di anni al fianco del condottiero Wallenstein con il compito di preparargli oroscopi. Bandita dal novero delle scienze dagli astronomi moderni, questa pseudoscienza continua ancor oggi a trovare chi è disposto a darle credito e a confonderla persino con la scienza astronomica, senza pensare, pur non entrando nei particolari, che, per il modo stesso in cui è congegnata, l'astrologia prevede un'esistenza uguale per individui nati nello stesso istante, ciò che è palesemente contrario all'esperienza quotidiana di ciascuno di noi. Le Tre Proprietà Della Pietra![]() Il primo risultato è la cosiddetta panacea o medicina universale che consiste propriamente nella stessa pietra filosofale, o polvere rossa, disciolta in un liquore alcolico, l'elisir di lunga vita appunto, che ingerito è in grado di guarire qualsiasi malattia ridando la salute all'organismo; con essa l'Adepto raggiunge di fatto l'immortalità fisica. La seconda proprietà dell pietra, che è ugualmente dovuta all'assunzione della medicina, permette all'artista l'acquisizione di uno stato di felicità paradisiaca e divina onniscienza o scienza innata, che comporta la superiore e contemporanea coscienza del passato, del presente e del futuro nonchè la consapevolezza assoluta del bene e del male. Si tratta di una prerogativa che conferma ulteriormente il supremo stato di divinizzazione cui l'Adepto ha avuto accesso. Questi coglie meritatamente il frutto, non più proibito perchè ottenuto secondo le regole, del biblico albero del bene e del male. Questo significa che l'alchimista, con l'aiuto di Dio e grazie alle proprietà della pietra, ha compiuto individualmente l'immane evoluzione che prima o poi permetterà all'umanità intera di raggiungere quello stato di coscienza divino e qualitativamente superiore a quello dell'umanità delle origini.
E' il raggiungimento di questo stato divino a costituire lo scopo supremo della creazione, lo scopo dell'incarnazione dello spirito divino nella densità della materia. Questo risultato di perfezione evolutiva viene ottenuto grazie alle straordinarie proprietà dell'elisir, ma è stato preparato grazie alla condotta irreprensibile e all'alto grado di levatura morale e spirituale raggiunto dall'artista nel corso di tutta una vita di lavoro, di studio e di preghiera al costante contatto purificatore con i materiali radianti via via elaborati.
La terza proprietà della pietra è quella trasmutativa. Pur trattandosi della meno importante delle tre corone del potere e del sapere raggiunte dall'Adepto è sempre stata la più ricercata dagli avidi e quella che più ha colpito l'immaginazione popolare. La forma assunta a questo scopo è quella chiamata polvere di proiezione: a questo punto la pietra viene chiamata propriamente tintura per il suo potere di tingere, colorare, cioè trasmutare i metalli vili; essa viene orientata cioè viene fatta fermentare o impregnare dell'essenza dell'oro o dell'argento per farle acquisire la specifica proprietà di trasmutare i metalli in una di queste preziose sostanze. Questo terzo aspetto del donum dei, conferisce all'Adpeto una illimitata ricchezza che egli userà per scopi strettamente filantropici e umanitari essendo il suo senso morale sviluppato necessariamente in parallelo con l'elaborazione della pietra. La Pietra Filosofale![]() "Toccare l'apice della conoscenza alchimistica, in cui si sperimenta la coscienza cosmica come soggetto e la quintessenza come oggetto, fin dai tempi più remoti è stata la meta suprema della nobile ricerca dei sapienti. Essa rappresenta il culmine dell'uomo, il suo dominio sulla materia e il definitivo fondersi in uno con l'Assoluto, la realizzazione della coscienza cosmica" (Frater Albertus).
Lo scopo finale dell'arte è la divinizzazione. Tutti i testi e i filosofi sono concordi da migliaia di anni su questo: il grande magistero porta all'acquisizione, per via dell'elaborazione di una sostanza iniziale chiamata soggetto dei saggi, di una triplice corona regale.
Questo conseguimento supremo, il cosiddetto donum dei, ottenuto solo da pochissimi Adepti nel corso dei secoli, porta direttamente a due diverse applicazioni, la medicina e la tintura.
La pietra, chiamata anche rubino dei saggi, è una polvere rossa friabile e granulosa che viene ottenuta dagli Adepti al termine della terza opera dopo un'elaborazione lunga e sommamente difficoltosa; essa viene poi ulteriormente lavorata e il suo potere orientato sia verso il mondo minerale che verso il mondo organico; da questa duplice applicazione conseguono i tre supremi doni che costituiscono la triplice corona dei saggi, la stessa del grande Ermete Trismegisto.
Il concetto della pietra filosofale, in latino lapis philosophorum, si pensa abbia avuto origine dalle teorie dell'alchimista Geber; egli analizzò ciascuno dei quattro elementi aristotelici (fuoco, terra, acqua e aria) nei termini delle quattro qualità di base, cioè caldo, freddo, secco e umido. In tale modo il fuoco appariva caldo e secco, la terra fredda e secca, l'acqua fredda e umida, e l'aria calda e umida e riuscì a teorizzare che ogni metallo esistente fosse la combinazione di questi quattro principi (due esteriori e due interiori).
Per produrre la pietra, che alcuni affermano non essere altro che la conoscenza assoluta (anche per questo motivo chiamata pietra dei filosofi), è necessario un particolare strumento chiamato atanor, un fornace speciale nella quale vengono scaldati la "materia prima", lo zolfo e il mercurio.
Non tutti possono diventare alchimisti; come per i religiosi, c'è bisogno di una vocazione, di una "chiamata" divina. E' Dio che sceglie l'alchimista ed è sempre Lui che gli permette la riuscita: "Non può divenire alchimista che colui che viene chiamato - vocatus - e che riceve così, da Dio, la grazia più efficace" ( E.Canseliet ). L'Immortalità![]() Per quanto riguarda specificatamente l'Alchimia, essa non accetta l'impostazione di sfida alla natura propria della scienza moderna in quanto uno dei suoi assiomi fondamentali è proprio quello di seguire la natura applicandone i principi a uno stadio più avanzato e completandone l'opera. L'Alchimia non va affatto contro la scienza o la religione, ma possiede chiavi teorico-operative più profonde. Anche nel campo religioso ed esoterico si va infatti alla ricerca dell'immortalità, ma in tali ambiti si tratta sempre della sopravvivenza di una coscienza illuminata, della vita di un'anima immortale nell'aldilà. Pitagora stesso nei suoi Versi aurei ci conferma questo fatto innegabile e apparentemente insormontabile: "...durante le Lustrazioni e le Purificazioni operando con giudizio, medita ogni cosa, tenendo per ottima guida la ragione. E se lasciato il corpo ti libererai nel puro etere, sarai come un Dio eterno, incorruttibile, non più mortale".
Spesso negli antichi misteri dell'Ellade viene fatto riferimento a questo stato divino o eroico, ma sempre in relazione all'ade e al post mortem; riguardo a questo la sapienza greca dimostra di conoscere anche l'universale dottrina della reincarnazione delle anime. La verità della reincarnazione, un tempo conosciuta anche in Occidente - i pitagorici, l'orfismo e Platone - è tuttora comunemente accettata in tutto l'Oriente.
Le universali conoscenze sull'immortalità e la trasmigrazione delle anime, sulla "legge del karma", sono da sempre appannaggio degli Adepti alchimisti come del resto di qualunque anima illuminata che non sia stata irreparabilmente dalla propria particolare confessione religiosa. Qualsiasi religione abbraccino in un loro particolare periodo di incarnazione, i veri alchimisti sono a conoscenza di queste verità; il raggiungimento dell'adeptato con il superiore livello di coscienza che esso comporta le rende loro evidenti e verificate.
Canseliet conferma che: L'esperienza positiva al laboratorio apporta, all'artista, la duplice certezza dell'eternità dell'anima e delle sue successive reincarnazioni.
L'immortalità si raggiunge grazie alla realizzazione compiuta degli Adepti alchemici: si tratta di uno stato di coscienza divinizzato legato a una condizione protratta di buona salute e di rinnovamento perpetuo dell'attuale funzionamento degli organi. A tale stato di immortalità fisica e di onniscienza accede l'Adepto alchemico che, avendo raggiunto la pietra, assume l'oro potabile divenendo pienamente partecipe delle realtà ultraterrene. L'immane potere spirituale concentrato in questa bevanda è tale da rigenerare completamente il corpo ringiovanendolo. L'assunzione dell'elisir permette così al felice Adepto di permanere a volontà su questa terra in uno stato di beatitudine paradisiaca. | |||